L’installazione site-specific comprendeva mobili e oggetti personali di uso quotidiano — libri, divano, tazze da tè, tavoli, tappeti, poltrona, sgabelli — insieme a opere finite e opere imbastite, stratificate nel tempo e presenti in quel momento nella mia casa.
Un progetto spogliato da ogni sovrastruttura, che trasferisce direttamente nello spazio espositivo un ambiente vissuto e abitato e pone l’attenzione sui processi di costruzione e decostruzione degli spazi, fisici e interiori.
Uno spazio in cui le forme assorbono e assumono nuove forme, dove arte e vita producono memoria e si fondono in un processo di creazione rituale senza margini tra esperienza quotidiana e pratica artistica.
Valentina De’Mathà
Un tempo dolce, 2024
Consolato Generale d’Italia a Lugano
Vista dell’installazione