Per questo progetto ho trasferito, mantenendone la disposizione fedele, tre ambienti della mia abitazione all’interno della Sala Cattaneo del Consolato Generale d’Italia a Lugano. L’installazione site-specific comprendeva mobili e oggetti personali di uso quotidiano — libri, tazze da tè, divano, tavoli, tappeti, poltrona, sgabelli — sormontati da accumuli di intrecci che effettuo quotidianamente da anni per costruire i miei arazzi, e presenti in quella forma e in quel momento nella mia casa. Un progetto spogliato da ogni sovrastruttura, che trasferisce direttamente nello spazio espositivo un ambiente vissuto e abitato, in cui le forme assorbono e assumono nuove forme,  ponendo l’attenzione sui processi di costruzione e decostruzione dei luoghi, fisici e interiori.








For this project, I transferred three rooms from my home into the Sala Cattaneo at the Consulate General of Italy in Lugano, faithfully preserving their original arrangement.
The site-specific installation comprised everyday furniture and personal objects — books, teacups, a sofa, tables, rugs, an armchair, and stools — topped with accumulations of woven pieces that I have been making daily for years as part of the process of creating my tapestries, and which were present in that exact form and at that particular moment in my home. Stripped of all superstructures, the project directly transfers a lived-in and inhabited environment into the exhibition space. Here, forms absorb and assume new forms, drawing attention to the processes of construction and deconstruction of places, both physical and internal.






       

       Valentina De’Mathà
       Un tempo dolce, 2024
       Consolato Generale d’Italia a Lugano
       Installation view







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